(In stampa il 26/02/2008)
ASSEMBLEA ANNUALE 2008
Accoglienza
Stiamo attualmente terminando la raccolta e analisi dei
dati relativi all'accoglienza durante l'anno 2007, da cui già si riscontra
un aumento delle donne che si sono rivolte al CADOM rispetto allo scorso
anno (220 nel 2007 - 190 nel 2006). Essi saranno resi pubblici nel corso
dell'Assemblea Annuale, prevista il 9 aprile pv presso il Teatro Binario
7 di Monza alle ore 21.00. Siete tutte invitate a partecipare.
Formazione ed aggiornamento
Il 2 febbraio u.s. è iniziato il nuovo corso di formazione
per aspiranti volontarie. 24 donne sono state selezionate attraverso un
colloquio svolto con le nostre operatrici al fine di approfondire i loro
obiettivi e aspettative e confrontarli con il progetto CADOM. Parteciperanno
a 8 lezioni e svolgeranno un tirocinio pratico; il percorso si concluderà
il prossimo settembre.
Sono continuate le serate di supervisione psicologica
e legale per le operatrici, oltre ad alcune serate di approfondimento sui
temi della violenza domestica agita dai figli, sull'applicazione della legge
sull'affido condiviso, prendendo spunto dalla lettura del libro di Bernardini
De Pace "Figli condivisi". Non è mancata anche una serata sul rapporto tra
noi e il nostro corpo, come prima tappa di una serie di riflessioni sul
rapporto con la nostra femminilità.
Progetti
Corso Professione donna
E'
proseguito con quattro incontri a novembre e dicembre u.s. a Cologno Monzese
il corso Professione Donna. Si è trattato di un corso a partecipazione gratuita
indirizzato a tutte le donne interessate a inserirsi o reinserirsi nel mondo
del lavoro. E' stato condotto dalle nostre psicologhe, legali ed esperte
nel campo delle risorse umane (per approfondimento vedi precedente Informacadom).
Incontri con operatori sanitari
A settembre e ottobre u.s. si è svolto presso
gli Ospedali di Desio e di Vimercate il corso, con accreditamento ECM, "Una
donna che ha subito violenza: come costruire una relazione efficace". Condotto
dalle nostre operatrici e professioniste psicologhe e legali, si è rivolto
agli operatori sanitari ospedalieri. Oltre ad approfondire le dimensioni
del fenomeno del maltrattamento, le cause e le conseguenze, si è dato ampio
spazio all'analisi della relazione tra l'operatore sanitario e la donna
e agli strumenti legislativi disponibili per contrastare il fenomeno. Hanno
partecipato alle due giornate circa 200 operatori sanitari. Precedentemente
all'incontro è stato distribuito nell'intera A.O. di Vimercate un questionario
indirizzato agli operatori sanitari che ci ha permesso di organizzare efficacemente
le giornata e ci ha fornito un importante spaccato sul rapporto tra strutture
ospedaliere e maltrattamento alle donne. Hanno risposto quasi 300 lavoratori,
prevalentemente infermieri, di cui tre quarti donne. Il 59% ha incontrato
durante il suo lavoro donne maltrattate; ma considerando solo gli operatori
del Pronto Soccorso (il 18% del totale) questo dato sale in maniera allarmante
al 92%: è una cifra che purtroppo non ci stupisce, essendo il PS un importante
punto di riferimento in caso di profondo disagio psicologico o maltrattamento
fisico. Tra quelli che hanno negato contatti con il maltrattamento il 52%
ritiene che possa aver sottovalutato i messaggi provenenti dalla donna.
Nel 65% dei casi non si è rilevata una richiesta di aiuto esplicita da parte
della donna, ma si è riscontrato un disagio psicologico (52%) o un trauma
fisico (26%). Secondo gli operatori la difficoltà nell'esplicitare il maltrattamento
risiede soprattutto nella negazione del problema da parte della donna (40%),
ma anche nell'impossibilità di trovare il luogo/momento opportuno per parlarne
(30%). Solo nel 17% dei casi è stata coinvolta l'autorità giudiziaria. I
servizi sociali sono il principale punto di contatto a cui inviare donne
maltrattate (34%), seguiti dalle Forze dell'Ordine (20%) e le associazioni
di volontariato (16%). Fanalino di coda, dopo legali, Pronto Soccorso e
CPS, rimane purtroppo la rete familiare (5%) che non appare in grado di
aiutare la donna e spesso è addirittura causa del maltrattamento o del persistere
dello stesso. Infine l'83% ritiene di non avere adeguate informazioni e
competenze nel relazionarsi a una donna che ha subito violenza. Speriamo
fortemente di aver contribuito con questo corso a diminuire in maniera importante
questa cifra che rende evidentemente più difficoltoso il percorso della
donna nell'uscire dal maltrattamento.
25 novembre 2007, Giornata Internazionale contro la violenza alle donne.
In occasione della Giornata Internazionale
contro la violenza alle donne, il CADOM ha organizzato il 24 novembre 2007
due appuntamenti: in mattinata, presso il Teatro Binario 7 a Monza, l'incontro
pubblico con l'Associazione "Maschile Plurale", ed in serata, presso il
Teatro San Carlo a Monza, lo spettacolo teatrale "Sogni d'amore".
Sogni d'amore.
Spettacolo rappresentato dall' Associazione culturale
"Teatro ecc.. ecc.." di Trezzano sul Naviglio (MI) ispirato allo scritto
"Sogni d'amore" di M.C.Fedrigotti. Sul palco tre donne raccontano la loro
vita: ricordi, vissuti e sogni all'inseguimento di un pericoloso miraggio…il
sogno d'amore. Al termine le attrici e la presidentessa del CADOM hanno
condiviso con il pubblico emozioni e riflessioni stimolate dall'interessante,
e anche divertente, rappresentazione.
Maschile Plurale.
Aula gremita, pubblico
prevalentemente femminile, nell'incontro pubblico organizzato dal CADOM
con un esponente dell'Associazione Maschile Plurale, il dr. Giacomo Mambriani.
Tale associazione raggruppa diversi gruppi di riflessione di uomini sparsi
nel territorio nazionale che da qualche anno si incontrano periodicamente
per riflettere di identità maschile e del rapporto di questa con le emozioni,
il corpo, la relazione con le donne, il potere, la violenza e tanto altro.
Tra i temi affrontati attraverso il punto maschile di Giacomo Mambriani
l'agire il conflitto senza violenza, l'accettazione della propria fragilità,
il rapporto con la figura paterna, la libertà nelle relazioni, la gestione
del dolore, la spesso non riconosciuta dipendenza dalle donne. Una mattinata
preziosa per la rarità di simili confronti a cui pensiamo di dare un seguito
appena possibile. Interessante il documento firmato dalla Rete di queste
Associazioni in occasione della giornata del 25 novembre. In questo si dichiara
che oggi contro la violenza sessuata non ci sono più soltanto le donne,
si chiede agli uomini di assumersi la responsabilità e l'impegno per un
cambiamento che riguardi la propria vita quotidiana, famiglia, ambiente
di lavoro e studio. Non basta essere genericamente contro la violenza ma
è necessario denunciarne le radici in una cultura condivisa e diffusa. La
violenza contro le donne è la violenza che si dirige contro tutto ciò che
non rientra nel tradizionale stereotipo di maschile/femminile. Si denuncia
l'uso strumentale di episodi di cronaca per fomentare campagne a sfondo
xenofobo che sottraggono responsabilità ai maschi italiani e aggiungono
violenza a violenza. L'autonomia delle donne è spesso vissuta dagli uomini
come una minaccia quando invece dovrebbe essere un'opportunità di maggiore
ricchezza e intensità nell'esperienza del corpo maschile, della sessualità,
desideri ed emozioni, una nuova capacità di cura di sé e dei propri cari,
una qualità migliore delle relazioni e della propria vita.
Perché il 25 novembre.
Nel 1981, la prima riunione del movimento femminista dell'America
Latina e dei Caraibi dichiarava il 25 novembre Giornata internazionale contro
la violenza alle donne, in memoria dell'uccisione delle sorelle Mirabal
da parte delle forze di sicurezza del governo Trujillo, avvenuta nelle Repubblica
Dominicana nel 1960. Le tre sorelle caddero per la violenza dal regime di
Trujillo che mantenne per 30 anni il paese dominicano sotto una forte dittatura.
Nel 1960 il paese dominicano sosteneva quotidianamente lotte nelle strade
contro le forze militari repressive che appoggiavano il dittatore. La partecipazione
attiva delle sorelle Mirabal nella lotta contro Trujillo guadagnò loro la
fama di rivoluzionarie. Il 25 novembre 1960 Minerva, Maria Teresa e Patria
furono prelevate da agenti del Servizio Militare di Intelligenza, torturate
e massacrate a morte. L'assassinio delle sorelle Mirabal produsse un gran
sentimento di dolore in tutto il paese, e servì per fortificare lo spirito
patriottico di un paese desideroso di stabilire un governo democratico che
garantisse il rispetto alla dignità umana. Minerva, Patria e Maria Teresa
sono un esempio vivo del tipo di donna impegnata nelle lotte del suo paese.
Nel 1999, le Nazioni Unite dichiararono il 25 novembre Giornata internazionale
per l'eliminazione della violenza alle donne.
Rete dei centri antiviolenza e delle case delle donne Regione Lombardia
Già da anni le 13 associazioni
e cooperative che operano sul territorio regionale lombardo si sono riunite
informalmente in una "rete lombarda", per condividere e approfondire tematiche
specifiche della loro attività di aiuto e supporto alle donne vittime di
maltrattamenti e violenze domestiche. I temi che sono stati oggetto di discussione,
elaborazione e decisioni nel corso degli incontri, scadenziati circa ogni
due mesi, possono essere riassunti nei seguenti punti:metodologia dell'accoglienza,
formazione delle operatrici, rapporti con le istituzioni locali e governative,
rapporti con la rete di assistenza sul territorio, raccolta dati regionali.
Nel tempo, si è sempre più evidenziata l'esigenza di creare un organismo
forte e coeso che possa presentarsi nelle relazioni esterne come un'unica
voce in rappresentanza di tutti i centri lombardi. Questa esigenza si è
concretizzata nella costituzione della Rete Lombarda, attraverso la sottoscrizione
di un Protocollo d'Intesa, avvenuta a Como lo scorso ottobre. Il Protocollo
definisce i criteri di appartenenza alla Rete Lombarda, gli scopi e gli
obiettivi da perseguire, e pur garantendo la piena e totale autonomia legale,
amministrativa e gestionale di ciascun centro, associazione e cooperativa,
riconferma la volontà di porsi come interlocutore di secondo livello in
ambito territoriale regionale. Il 12 febbraio si è tenuta a Milano una conferenza
stampa per la presentazione ufficiale della "Rete dei centri antiviolenza
e delle case delle donne della Regione Lombardia".
Altri interventi sul territorio
Il 26 febbraio alle ore 14.30 presso la Sala Oberdan, Via Vittorio
Veneto 2, Milano, sarà presentata e distribuita la guida "Donne italiane
e straniere maltrattate in famiglia". Questo manuale sponsorizzato e stampato
dalla Provincia di Milano, è il risultato di un lavoro collettivo del CADOM,
del CADR, dei Cerchi d'Acqua, del CADMI e della Caritas Ambrosiana. Scopo
della stesura è stato il fare conoscere il fenomeno e l'offrire in modo
semplice e di rapida consultazione gli strumenti atti ad intervenire. Abbiamo
avuto numerosi incontri, ci siamo confrontate e ciascuna associazione ha
collaborato alla stesura di un capitolo.
Su iniziativa del Comune di Brugherio
è stato promosso un percorso formativo (con crediti ECM), costituito da
4 incontri gestiti dalle operatrici e dalle esperte del CADOM, con l'intento
di rafforzare la rete di accoglienza per donne maltrattate nell'ambito territoriale
del distretto socio-sanitario di Brugherio, Monza e Villasanta. Nei primi
tre incontri le operatrici del CADOM hanno presentato l'attività del Centro
sul territorio e messo in luce le risorse necessarie per costruire una rete
di accoglienza, hanno affrontato l'aspetto metodologico dell'accoglienza
e gli aspetti legali e psicologici; l'8 marzo sarà l'ultimo incontro e verterà
sulla costruzione della rete territoriale. Il corso è rivolto agli operatori
dei servizi sociali, ai medici di base, del PS e pediatri, alle forze dell'ordine,
alla polizia locale e ad altre associazioni di volontariato interessate.
Nel gestire tale iniziativa, il CADOM ha voluto ribadire l'importanza della
necessità di una stretta connessione tra i soggetti che si trovano spesso
a dover affrontare senza strumenti metodologici situazioni di maltrattamento
domestico nei confronti delle donne. A conclusione di tale percorso si metterà
a punto un protocollo di intesa da applicare in maniera congiunta al fine
di apportare un reale aiuto alla donna in disagio.
Consiglio di lettura
Giocare la vita. Vincere la vita. Casa di accoglienza delle donne
maltrattate. Franco Angeli Editore. Gli Atti del Convegno della Casa delle
Donne Maltrattate di Milano tenutosi nel nov' 05. A quasi vent'anni dalla
fondazione l'occasione di fare il punto delle acquisizioni, elaborazioni
teoriche e delle esperienze concrete, dei soggetti che si sono messe in
gioco: le donne in difficoltà e le donne dell'associazione. Approfondimenti
su violenza economica, relazione madre-figli, rapporti con gli uomini positivi
e gli altri componenti della Rete.
Se desideri sostenere l'Associazione puoi farlo tramite bonifico bancario
su: Banca Prossima Spa - IBAN IT84 R033 5901 6001 0000 0000 751 oppure con
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