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Relazione
attività C.A.DO.M.
1 gennaio 2010 - 31dicembre 2010
Accoglienza
L'accoglienza delle donne, vittime di qualsiasi tipo di violenza, è lo scopo primario della nostra associazione, quella a cui rivolgiamo una cura ed un'attenzione sempre più mirata. Il numero delle volontarie è rimasto costante rispetto al 2009 (35) ed ha permesso di garantire 2 colloqui per turno.
Nel 2010 si sono rivolte al C.A.DO.M. 220 donne, che, fra accoglienza, consulenze ed accompagnamenti, in sede e fuori, hanno usufruito di 2786 h del nostro lavoro.
Alle donne direttamente accolte vanno aggiunte 28 segnalazioni e 21 contatti, per un totale di 269 casi di maltrattamento.
Le considerazioni, derivanti dall'analisi dei dati, sono le seguenti:
per quanto riguarda la provenienza, il maggior numero (57) di donne arriva, come sempre, da Monza, ma è interessante l'incremento delle provenienze dai comuni, in cui è stato attuato il Progetto Artemide (Besana, Lissone, Seregno, Vimercate , Agrate)
le rimanenti provengono in modo abbastanza omogeneo dalla nuova provincia, tranne 11
la nazionalità è prevalentemente italiana, con un aumento costante delle donne straniere (71 pari a circa il 32%), la cui componente maggiore è rappresentata dalle donne latino-americane (27) seguite da quelle dei Paesi dell'Est (21)
la fascia di età più rappresentata continua ad essere quella fra i 28-47 anni, con un lieve aumento di quella fra i 18-27 (+5)
il numero dei figli, vittime di violenza assistita, è di 327 (+ 44 rispetto al 2009), di cui 217 minorenni, pari al 66% contro il 63% del 2009
c'è un aumento di tutti i tipi di violenza, fisica con 14 casi in più, psicologica con 18, economica con 20. Lo stalking è passato dai 14 casi del 2009 ai 27 del 2010, segno che, se pur faticosamente, il suo riconoscimento è più immediato e l'applicazione della legge contro di esso sta cominciando a dare risultati più concreti.
nonostante il maltrattamento sia, nella maggioranza dei casi, di lunga data, non c'è stato un significativo aumento né delle denunce né dei referti medici
per quanto riguarda il maltrattatore, è in aumento il numero degli stranieri (39 nel 2009 contro i 56 nel 2010), soprattutto di provenienza latino-americana, ma, come sempre, la maggioranza è italiana.
un altro dato interessante riguarda il canale d'informazione, attraverso cui le donne si rivolgono al Centro. A parte l'incremento dell'uso di Internet e la conoscenza del 1522, è in crescita il numero di quelle inviate dalle forze dell'ordine (33 contro le 19 del 2009).
Si può dire, in conclusione, che nonostante si parli maggiormente del maltrattamento, si stia sviluppando una sensibilità diversa, anche da parte di istituzioni ed operatori socio-sanitari, la violenza continua a crescere in modo inarrestabile, sia in famiglia che fuori. Sempre più ne vengono colpite non solo la partner (moglie o convivente), ma anche altre figure, che siano ex-partner, familiari e/o conoscenti, con il conseguente aumento di casi di stalking, che spesso si chiudono in maniera tragica.
E questo dovrebbe far riflettere sul fatto che la violenza contro le donne non è limitata alle mura domestiche,ma finisce con l'invadere anche tutto il territorio, affettivo, fisico e sociale, in cui esse vivono e si muovono con i propri figli.
Formazione e aggiornamento
Formazione continua ed aggiornamento sono i due cardini principali,
su cui si basa il nostro modo di operare e da cui deriva l'efficacia delle
nostre modalità di accoglienza e la capacità di vivere bene nel gruppo di
lavoro. Nella formazione continua vanno incluse le serate di supervisione,
sia legale che psicologica sui casi. Sono occasioni essenziali ai fini di
un'accoglienza empatica e costruttiva: non solo si discute sui singoli casi,
sulle modalità usate per affiancare la donna, sul suo percorso giudiziario,
sulle difficoltà incontrate nell'impostare un nuovo progetto di vita. Si
discute, soprattutto, fra noi operatrici: possono essere evidenziate problematiche
di tutti i generi, sia fra le singole persone che all'interno dei diversi
gruppi, qualche scontro può essere anche estremamente dialettico. La presenza
delle nostre professioniste, legali o psicologhe, serve a sciogliere i nodi,
a ridare serenità inquadrando le difficoltà, personali o lavorative, con
una luce giusta, a consolidare il gruppo, ricompattandolo sul nostro progetto.
E' continua e costante la presenza della dott.ssa Gaviraghi che, con le
sue serate di rilassamento, ci regala un piccolo spazio da dedicare
esclusivamente a noi stesse per alleggerire, con la sua guida, pesi personali,
fatiche e, spesso, frustrazioni accumulate nei colloqui di accoglienza.
La formazione specifica si è avvalsa di un corso di 5 incontri, La relazione
di aiuto efficace, con la docenza della Dott.ssa Emilia Ugonotti. E'
stato seguito dalla maggioranza delle volontarie, che hanno riconosciuto
l'importanza e la validità del percorso, nato per migliorare la qualità
delle relazioni non solo con le donne in fase di colloquio, rispettando
tutta una serie di parametri (empatia, considerazione positiva, congruenza)
ma anche con le proprie colleghe, dal momento che le buone relazioni facilitano
il nostro lavoro e ci consentono di svolgerlo con minor fatica.
Una serie di contatti con l'associazione "Cuori pulsanti", nata in
difesa di bambini vittime di abusi, ci ha portato all'organizzazione di
un corso, gestito da due psicologhe, le Dott.sse Lucia Chiarioni e Beatrice
Garzotto. Abbiamo conosciuto nuove tecniche di rimozione del trauma e il
loro progetto "Horse help", con cui sostengono bambini in difficoltà. Ne
potremo usufruire in futuro, segnalando casi da noi seguiti ed offrendo,
in questo modo, un ulteriore aiuto a donne con bambini, vittime di violenza
assistita.
Un gruppo di volontarie ha seguito un corso interno di formazione per operatrici
dell'auto-aiuto, non solo per riflettere in modo approfondito sui propri
vissuti e capacità, finalizzate a questo ruolo, ma con l'intenzione di avviare
un percorso di affiancamento per quelle donne che, uscendo da storie di
violenza, abbiano bisogno di essere sostenute in un momento così delicato
e difficile.
In sede abbiamo avuto tre momenti significativi di approfondimento.
Il primo è stato offerto dalla scrittrice Vittoria Sangiorgio, autrice
del libro "Donne di Licia". Appassionata di viaggi, la scrittrice
ci ha portato con lei fra le donne turche di una zona molto bella, la Licia,
per farci conoscere la semplice quotidianità di queste persone e la loro
capacità di non farsi travolgere dalla modernità che, a fronte di innegabili
vantaggi, porta sempre con sé la distruzione di tradizioni e modelli ancestrali
semplici e, forse per questo, più umani.
Il secondo è stato la proiezione, e successivo dibattito, in sede
del film "Due volte genitori", uno spaccato sui vissuti, spesso dolorosi,
comunque sempre difficili, di genitori di ragazzi/e omosessuali.
Il terzo momento ci è stato proposto da due volontarie. E' stata
una riflessione molto interessante, condivisa e dialetticamente ricca sui
fattori di rischio che, spesso, emergono dai racconti delle donne
e che ci pongono non pochi interrogativi sul nostro modo di intervenire
per proteggerle. L'argomento, in considerazione delle numerose vicende tragiche,
avvenute recentemente, sta assumendo un'importanza notevole per il lavoro
dei Centri antiviolenza, al punto che la Rete Regionale ha deciso una giornata
di studio e approfondimento sul tema.
Presenze sul territorio
Come sempre, ormai da anni, la nostra presenza sul territorio è stata significativa, non solo per il numero delle occasioni proposte ma per la qualità dei nostri interventi. Sono stati sempre momenti preziosi per farci conoscere, per parlare del nostro lavoro e delle modalità, con cui lo
svolgiamo, per confrontarci con realtà diverse e, per questo, arricchenti, per rinsaldare e/o creare nuove relazioni.
Credo siano stati particolarmente interessanti il confronto con il sindacato, soprattutto per il folto pubblico maschile, che ha seguito i due eventi, e il convegno sull'immigrazione femminile.
Grazie anche alla collaborazione con altre associazioni, ci ha fatto conoscere meglio un fenomeno destinato a crescere, portando nuove culture, nuovi stimoli, ma anche inevitabili problemi di convivenza, che bisognerà imparare ad affrontare per tempo e con le giuste modalità.
Cena a Villasanta, il nostro modo di festeggiare l'8 marzo, trovandoci fra di noi e con tanti amici. E' stato un momento piacevole ed anche utile a sostenere economicamente l'associazione
Desio: sempre in occasione dell'8 marzo, abbiamo partecipato al convegno "Le associazioni territoriali contro lo stalking", che ci ha consentito di offrire il nostro contributo per come affrontarlo
Monza: "Violenza mai più", organizzato dal Coordinamento Donne Brianza, un confronto fra le nostre modalità di accoglienza e le nuove politiche strutturate sul tema dal sindacalismo femminile.
Monza: partecipazione Festa del Volontariato, area ex-macello, come occasione di visibilità
Brugherio: Convegno di chiusura del Progetto Artemide
Comune di Cavenago : incontro in occasione del 25/11 , "Giornata internazionale contro la violenza sulle donne"
Monza: "La comunità che cura:politiche di contrasto alla violenza femminile", organizzato dal Coordinamento femminile del sindacato
Monza - Ottobre in rosa - "Convegno sull'immigrazione femminile", in collaborazione con la CARITAS e il Mosaico Interculturale
Milano: Palazzo delle Stelline "Stalking:riconoscerlo e difendersi" con la partecipazione della nostra psicologa, dott.ssa Claudia Cazzaniga.
La collaborazione con la Rete Regionale,
quest'anno, è stata più che mai proficua. Il buon esito della raccolta firme,
per l'appoggio alla nostra proposta di Legge Regionale contro il maltrattamento
e a sostegno dei Centri, ci ha consentito di avviare a gennaio tutte le
procedure per la messa in discussione di tale proposta.
Anche se, al momento non si hanno notizie certe sull'iter, tutti i Centri continueranno a fare pressione perché venga superato questo gap, che la Regione Lombardia ha nei confronti delle altre regioni italiane.
Nel corso dell'anno, si sono svolti regolarmente una serie di incontri per monitorare operatività e metodologie dell'accoglienza (incontro di giugno a Monza), per confrontarsi sui rapporti, che i diversi Centri, hanno con le istituzioni, sia a livello locale che provinciale/regionale.
Un momento particolarmente intenso e vissuto con commozione da tutta la Rete Regionale è stata la manifestazione, tenutasi a Milano, per ricordare Tiziana Catalano, una delle fondatrici della Casa delle Donne di Milano e persona di spicco nella storia della Rete Regionale.
Per quanto riguarda la Rete Nazionale, continuano ad essere presenti
alcuni problemi, dovuti sia al numero dei Centri (ormai 58), che ne fanno
parte, alle inevitabili diversità, al diverso peso, legato sia alla storia
che ai mezzi, a difficoltà di comunicazione e relazione, non ancora completamente
risolte.
Tuttavia, dalle informazioni avute dalla nostra rappresentante all'interno della Rete e dalla Relazione sulle attività, svolta dalla Presidente Nazionale, Alessandra Bagnara, si può verificare l'attivismo e la discreta visibilità, che la Rete sta assumendo. Questo sia attraverso interventi sulla stampa, partecipazione a trasmissioni televisive e radiofoniche, che relazioni con le istituzioni locali da parte dei singoli centri e a livello governativo, in modo particolare con il Ministero delle Pari Opportunità, che dovrebbe essere l'organismo deputato a raccogliere ed elaborare gli stimoli, con leggi e piani finanziari, che arrivano da tutti i centri.
A parte l'importanza del Convegno di New York (febbraio 2010), in cui una nostra rappresentante ha avuto modo di portare la voce dei Centri antiviolenza italiani e confrontarsi con quelle provenienti da molte nazioni, ciò che emerge dalla relazione, in maniera direi clamorosa, è il fatto che tutti i Centri antiviolenza stanno gestendo la formazione, sul e contro il maltrattamento, di operatori sociali, forze dell'ordine, volontari del terzo settore, medici di base.
Una cosa che dovremmo sempre tenere presente, quando qualcuno dubita della nostra professionalità e fa fatica a riconoscere tutte le competenze maturate ed affinate nel corso di anni!
Rapporti con le istituzioni
I nostri rapporti con le diverse istituzioni, sia comunali che provinciali, continuano a migliorare nel tempo. Sicuramente ci vengono riconosciute, anche se talvolta faticosamente, capacità e professionalità, maturate in 17 anni di presenza sul territorio. Ma quest'anno, con la gestione della formazione all'interno del Progetto Artemide da parte delle nostre professioniste, affiancate da un gruppo di volontarie, abbiamo conquistato una visibilità ed un riconoscimento, superiore alle nostre più rosee aspettative, elaborando e condividendo buone prassi contro il maltrattamento con tutti i partecipanti al progetto. Tanto che le nostre professioniste, in collaborazione con le responsabili d'ambito dei distretti interessati, sono state, in buona parte, artefici della modellizzazione ed hanno supervisionato la stesura del Protocollo d'Intesa, che ha concluso il Progetto, firmato da tutti i soggetti istituzionali coinvolti, in occasione del Convegno di chiusura, svoltosi in ottobre a Brugherio. Il Convegno non è stato solo un atto formale, ma un momento importante di confronto, di analisi delle difficoltà incontrate, di studio di alcune nuove esperienze interessanti (presa in carico dei maltrattanti), di messa a fuoco di legislazioni e procedure applicate in altri paesi. Soprattutto è stato l'occasione per fare il punto su quanto manca, per formulare ipotesi di lavoro per il futuro (problema casa), per raggiungere accordi sulla raccolta dati, fatta in modo sistematico e con strumenti adeguati, tale da poter avere una lettura corretta dell'entità e della qualità del maltrattamento nel nostro territorio.
Aldilà degli obiettivi istituzionali, l'attuazione del Progetto Artemide è stata un'occasione irripetibile per conoscere persone, in diversi settori, che si occupano del maltrattamento, per stabilire delle relazioni con queste: relazioni che sono state, prima di tutto, personali, ma sono destinate a diventare lavorative, e quindi estremamente utili, se avremo la costanza e la pazienza di curarle.
Continua la nostra collaborazione con il Comune di Brugherio, con
cui abbiamo firmato un Protocollo d'Intesa nel 2009. E' un Comune che si
sta dimostrando, nel tempo, particolarmente attento e sensibile. La diffusione
di informazioni e l'intento di sensibilizzazione sono state concretizzate
dalla stampa e diffusione capillare di una piccola guida, rivolta alle donne,
alla cui stesura abbiamo collaborato, per allertarle sulle proprie condizioni
e per fornire loro indicazioni utili su come cercare aiuto.
Il Comune di Monza, attraverso il suo assessorato alle Pari Opportunità,
si sta dimostrando un buon partner, attento alle nostre proposte, che spesso
condivide anche economicamente. Tanto che la nostra presenza all'interno
della manifestazione "Ottobre in Rosa" è un dato ormai consolidato.
Con l'Azienda Ospedaliera di Vimercate, con cui già in passato avevamo
collaborato per la formazione di operatori sanitari, si è ripresa la collaborazione
attraverso un nuovo corso sul maltrattamento, rivolto al personale sanitario,
svoltosi presso la sede di Desio.
Progetti ed attività per il 2011
Progetto Minerva, un corso gestito dalla nostre psicologhe e rivolto
ad un gruppo di insegnanti dell'Istituto Statale d'Arte di Monza per aiutarli
a riconoscere il disagio giovanile, sostenendoli anche con una serie di
consulenze mirate.
Progetto Artemisia, un nuovo corso per aspiranti volontarie, nato
dalle richieste di numerose donne e dalla necessità della nostra associazione
di aumentare il numero delle persone da coinvolgere nelle varie attività
Entrambi i progetti potranno essere realizzati grazie ad un finanziamento
della Tavola Valdese.
Il finanziamento, approvato nel 2010 dalla nuova Provincia di Monza
e Brianza, ci consentirà di migliorare l'attività dell'associazione, promovendo
attività sul territorio.
Progetto Horse-help, in collaborazione con l'associazione Cuori Pulsanti,
grazie al quale potremo segnalare casi di bambini vittime di violenza assistita,
offrendo un ulteriore aiuto alle donne.
Abbiamo richieste per diversi corsi di formazione, nate dalla realizzazione
del Progetto Artemide: l'attuazione dipenderà dalle risorse economiche,
che i richiedenti saranno in grado di reperire.
Avvio corso di AutoAiuto per le donne da noi seguite e, ormai, in
fase di riprogettazione della propria vita.
Partecipazione nuovo bando contro il maltrattamento della Fondazione di Monza e Brianza.
Partecipazione attività di Ottobre in Rosa, organizzate dal Comune
di Monza, di cui siamo partner sin dalla sua nascita.
Monza, 28 aprile 2011
La Presidente
Maria Luisa Carta