Frutto di un lungo, approfondito ed appassionato dibattito, il progetto fondativo del Cadom esprime con chiarezza alcuni punti fermi che, a distanza di anni, rimangono vivi e fondamentali. Tutte le donne che desiderano impegnarsi al Cadom, operatrici volontarie e professioniste, devono conoscerlo e condividerlo.

A grandi linee:

  • La donna è al centro dell’attività di accoglienza; la sua storia viene ascoltata e accolta, le vengono garantiti segretezza, anonimato, solidarietà, rispetto dei suoi tempi e delle sue decisioni.Al Cadom trova attenzione, informazioni, ascolto non giudicante e competenza.

  • Per costruire con la donna una relazione d’aiuto davvero efficace (secondo il modello di Rogers) le operatrici volontarie dell’accoglienza fanno un lungo e continuo lavoro di formazione, non solo per approfondire la conoscenza del fenomeno del maltrattamento dal punto di vista psicologico e legale, ma anche per fare propria la metodologia dell’accoglienza, metodologia comune ai Centri antiviolenza che fanno parte della rete nazionale D.i.re. (Donne in rete contro la violenza), per imparare a stare con lei, per ascoltarla senza darle consigli e/o soluzioni, per farle sperimentare una relazione diversa e più egualitaria. Questo le permette di scoprire o riscoprire le sue risorse e di trovare le sue soluzioni e la sua strada per uscire dalla violenza.

  • La relazione con le donne incontrate provoca di riflesso un cambiamento anche nelle volontarie che le accolgono: nel fare da specchio alle loro storie e alle loro emozioni, le operatrici sono continuamente stimolate a riflettere sul proprio essere donne: madri, mogli, sorelle, figlie. Questo richiede un profondo lavoro su di sé, per cui è necessaria una grande disponibilità a mettere in discussione i propri comportamenti e atteggiamenti nei confronti degli altri in generale.

  • Questo lavoro di riflessione su di sé viene fatto periodicamente in gruppo sotto la guida delle psicologhe.

  • Il lavoro di gruppo è un altro cardine del progetto Cadom; il gruppo dà sicurezza e permette alla singola volontaria di avere informazioni, di analizzare problemi e difficoltà, di relazionarsi con la donna e con i suoi vissuti – di dolore, di rabbia, di confusione- che da sola difficilmente riuscirebbe a gestire.

  • Al Cadom si fa ricerca e studio, analizzando i dati, riflettendo sui bisogni, i desideri e le necessità che le donne portano ed elaborando progetti per prevenire e contrastare la violenza contro le donne nei suoi vari aspetti e per aiutarle nel faticoso percorso verso l’autonomia e la libertà.

  • Il progetto Cadom è un progetto politico nel senso più ampio e vero del termine, in quanto si propone di combattere la violenza contro le donne, impegnandosi a cambiare la cultura maschilista che ancora impregna la nostra società, una cultura che ancora avvalla la disparità di potere tra donne e uomini in tutti i settori: dall’educazione alla famiglia, dal lavoro all’informazione, dalle istituzioni ai rapporti interpersonali pubblici e privati. Una cultura che giustifica ogni stereotipo sessista.

  • Impegnarsi come volontarie al Cadom non deve essere un sacrificio né solo un modo per riempire il tempo libero. Si lavora al Cadom “perché si ha voglia di trasformare la società, di costruirne una in cui uomini e donne siano felici nel rispetto delle loro diversità.”