Alla fine degli anni ‘80 cominciano a nascere in Italia i Centri Antiviolenza (Milano e Bologna) che, per primi, affrontano il tema del maltrattamento in famiglia e della violenza contro le donne, rendendolo un fenomeno sociale, su cui cominciano ad aprirsi confronti e momenti di riflessione. Una necessità, questa, recepita da altri neonati Centri e che porterà al 1° Convegno Nazionale di Ravenna nel 1996. Per la prima volta si assiste ad un confronto serrato, sociale e politico, fra diverse realtà nazionali che si sono fatte carico di analizzare la violenza contro le donne ed ipotizzare una metodologia comune per affrontarla.

Nel 2006, 57 organizzazioni di donne redigono la Carta Comune dei Centri Antiviolenza e delle Case delle Donne, un documento messo a punto dopo lunghi e faticosi incontri, soprattutto perché i Centri promotori erano sparsi su tutto il territorio nazionale e, quindi, portatori di profonde diversità sociali e culturali. L’importanza di tale documento consiste nel fatto che ha rappresentato la base per lo Statuto di DIRE, la Rete Nazionale dei Centri, la cui nascita ufficiale viene sancita il 29 settembre 2008 a Roma con la firma delle Presidenti dei 45 Centri fondatori.

Viene definita, finalmente, una Carta Comune dei Centri, il cui nucleo sono i valori che accomunano gli stessi Centri (quindi il contrasto a qualsiasi tipo di violenza contro le donne) e la metodologia dell’accoglienza, basata sull’anonimato e la sicurezza delle donne accolte.

DIRE è, oggi, un soggetto politico, costituito da 82 organizzazioni, che gestiscono 100 Centri Antiviolenza. Il lungo cammino percorso, i continui momenti di confronto e la sistematica formazione hanno consolidato nel tempo la professionalità e l’impegno anche a livello internazionale della Rete Nazionale, che oggi si configura come un importante soggetto politico in grado di interloquire con le più alte Istituzioni a difesa dei diritti delle donne, assumendo spesso posizioni critiche e di contrasto su diverse normative (dal femminicidio alla carente applicazione della Convenzione di Istambul, allo scarso sostegno economico dei Centri, ecc.), oltre a proporre e sostenere nuove normative.

Il Cadom è stato uno dei Centri fondatori di DIRE, seguendone la nascita sin dagli esordi e contribuendo, con la partecipazione di alcune volontarie, a tutto il percorso evolutivo. È stato un soggetto sempre presente negli incontri della Scuola Politica, che è servita non solo ad ampliare la formazione dei Centri ma anche ad approfondire alcuni temi di stretta attualità (rapporti con le Istituzioni, fra i Centri, la violenza assistita, il fenomeno delle donne migranti, ecc.). Le lunghe giornate di lavoro e scambi hanno permesso di produrre una serie di guide mirate per rendere sempre più completa e vincolante la metodologia dell’accoglienza, base del lavoro di tutti i Centri per contrastare ogni tipo di violenza.