La formazione delle volontarie è stata fin dagli inizi un pilastro dell’associazione.

La metodologia, che il Cadom condivide con gli altri Centri antiviolenza della rete D.i.Re, nell’accogliere le donne maltrattate richiede non solo un’approfondita conoscenza teorica del fenomeno in tutte le sue articolazioni (come si origina, quali le conseguenze sulla donna e sui figli, la legislazione in materia…) ma anche l’apprendimento delle teorie della comunicazione e di cosa sia e come si costruisce una efficace relazione d’aiuto.

Il Progetto Politico del CADOM cita :

Noi abbiamo messo al centro del nostro progetto non la donna o le donne, ma la relazione fra donne…. Qui si trova rispetto, stima, ascolto, non giudizio ma solidarietà, attenzione, competenza… lei usa le nostre competenze e noi usiamo la sua resistenza e così via in uno scambio continuo ed in continuo arricchimento reciproco… La relazione, cioè essere-con l’altra in una continuità di interazioni, con una “valenza affettiva”, è la chiave della nostra metodologia, che si struttura in relazione d’aiuto e ascolto.

Il passaggio dalla teoria alla pratica tuttavia fa nascere spesso nelle volontarie dubbi, difficoltà, nuovi problemi. L’ascolto attivo e la gestione di un colloquio d’aiuto non si imparano una volta per tutte. E’ dall‘incontro con le donne che possono nascere insicurezze, frustrazioni, paure di inadeguatezza, coinvolgimento emotivo. E’ nella relazione con ognuna di loro, ogni volta diversa, che possiamo misurare le nostre capacità di ascolto, di empatia, di assenza di giudizio.

Questo richiede un continuo lavoro su di sé, un confronto aperto con il gruppo, una partecipazione attiva alle supervisioni periodiche con le psicologhe. Ma non solo.

E’ necessario avere momenti e spazi diversi per affrontare i problemi che possono nascere sia dall’incontro con le donne maltrattate, che dal confronto e dalla collaborazione con le altre operatrici dell’associazione: uno spazio di ascolto, di verifica, di ripresa delle linee guida, di riflessione, di sperimentazione e di allenamento a mettere in pratica la metodologia dell’accoglienza: uno spazio di formazione permanente, integrata dalla partecipazione a seminari e corsi di aggiornamento su nuove proposte di legge o altre tematiche specifiche.